hybris

La Sindrome di Hubris o Hybris ( dal greco ὕβρις significa genericamente «insolenza, tracotanza». Nelle tragedie greche la hýbris, peccato compiuto da chi offende con prepotenza e tracotanza, viene punita dalla “némesis“, in greco νέμεσις, che significa “vendetta degli dei”, “ira”, “sdegno”: caduta, fallimento), definita come un disturbo delle personalità di successo nell’ambito del disagio psicopatologico, è stata postulata per la prima volta nel 2009 dal dottor David Owen, neurologo e medico psichiatra, nonché membro della Camera dei Lords.

Si tratta di un modello comportamentale di bulimia narcisistica del potere inteso come momento inebriante di realizzazione personale, e consumato nell’assoluta autoreferenzialità dello stesso.

syndrome-of-hubrisQuattordici sono i sintomi di riconoscimento della Sindrome di Hubris che ne identificano il soggetto affetto, e secondo Owen, basterebbero almeno tre o quattro sintomi per risultare positivi:

1) Intende il mondo come un palcoscenico dove poter esercitare il potere, come momento di glorificazione personale.

2) È ossessionato a livello maniacale dalla propria immagine e dal proprio aspetto fisico.

3) Mostra una preoccupazione sproporzionata alla propria apparenza ed alla propria presentazione pubblica.

4) Vive in uno stato esaltatorio (con lui protagonista) che ne contraddistingue la narrazione.

5) Si identifica con la “nazione” e pensa che i suoi interessi siano sovrapponibili ad essa.

6) Parla di se stesso in terza persona, ovvero utilizza un opportunistico ed autoreferenziale “noi”.

7) Nutre una fiducia sperticata nella propria capacità di giudizio, che sconfina nel delirio di onnipotenza; rigetta i consigli ed è insofferente alle critiche, non ammettendo in alcun modo di poter sbagliare.

8) Ostenta disprezzo nei confronti di coloro che percepisce come suoi avversari (veri o presunti che siano).

9) Respinge il giudizio dell’opinione pubblica, rimettendosi al giudizio divino o della “storia”

10) Ha l’incrollabile convinzione di segnare processi epocali, mentre coltiva il suo senso di impunità

11) Si distingue per la perdita di contatto con la realtà, seguita da un progressivo isolamento.

12) È irrequieto ed impulsivo ai limiti dell’imprudenza.

13) È arrogante e incompetente, trascura i dettagli e la preparazione, confida eccessivamente in se stesso, trascurando i normali processi decisionali ed accentrando su di sé le funzioni.

14) È privo di visione programmatica, tanto da trascurare i meccanismi abituali della politica.